lunedì 12 marzo 2012

gli animali domestici sono un bene di lusso?!

"Gli animali domestici non sono dei.... beni di lusso"

Una lettera congiunta firmata dalle associazioni Enpa, Lav, Leidaa, Lega nazionale difesa del Cane e Oipa nella quale si sollecita l`intervento del presidente del Consiglio Mario Monti, del ministro della Salute Balduzzi e del sottosegretario alla Salute Cardinale affinché le spese veterinarie siano tolte dal "redditometro". Le associazioni, ricordando come l'inclusione delle spese veterinarie tra gli indici di ricchezza abbia trovato il disappunto non solo degli animalisti e di numerosi cittadini che convivono con cani e gatti, ma anche quella del mondo della politica e della veterinaria, sottolineano come queste spese non possono e non debbano essere specchio di agiatezza: gli animali, come riconosciuto dal Trattato di Lisbona dell'Unione europea e dal codice deontologico dei medici veterinari, "sono esseri senzienti, non beni di lusso e come tali hanno il diritto alla tutela del loro benessere e della loro salute, garanzie queste che devono essere assicurate tanto più in una fase così delicata per l`economia di molte famiglie".
"Da non trascurare - affermano le associazioni - anche come, molto spesso, chi vive con un cane o un gatto debba già sostenere dei sacrifici per provvedere alle sue cure e per poter affrontare le spese veterinarie". In Italia, i milioni di persone che vivono con un animale domestico, sono già gravate da una misura estremamente penalizzante: l'aliquota Iva più alta sulla salute degli animali (dal 20 al 21%); e sui loro alimenti (dal 20 al 21%), aliquota "che può essere foriera di rischio di abbandono e di rinuncia alla proprietà come dimostrano i conferimenti in canile a causa delle difficoltà economiche di tante famiglie, fenomeno quest`ultimo in sensibile aumento". Le associazioni concordano su come in luogo di utilizzare le spese veterinarie quali indici di ricchezza, sia necessario invece introdurre importanti misure per il benessere animale e il contrasto del randagismo quali l'aumento della soglia di detraibilità delle spese veterinarie rendendola totale per chi adotta un animale abbandonato e la riduzione dell`Iva sul cibo per animali e sulle cure veterinarie al 10% per chi ha adottato animali o non li tiene per scopo di lucro.
 L`ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla ha chiesto con un`interrogazione al ministro dell`Economia e delle Finanze, che le spese veterinarie siano escluse dall`elenco delle voci valorizzate nel nuovo redditometro. "Tutti condividiamo - premette Brambilla - l`obiettivo della lotta all`evasione, ma in un Paese civile lo Stato tende ad incoraggiare le spese dei cittadini che evitano la ricaduta sulla collettività di costi sociali più importanti, come quelli che ad esempio comporta la lotta al randagismo". "Quello commesso dall'agenzia delle entrate - conclude - è dunque un grave errore sotto il profilo culturale, sociale e metodologico, che deve essere subito corretto".
08 marzo 2012
fonte Tiscali 

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