"Gli animali domestici non sono dei.... beni di lusso"
Una lettera congiunta
firmata dalle associazioni Enpa, Lav, Leidaa, Lega nazionale difesa del
Cane e Oipa nella quale si sollecita l`intervento del presidente del
Consiglio Mario Monti, del ministro della Salute Balduzzi e del
sottosegretario alla Salute Cardinale affinché le spese veterinarie
siano tolte dal "redditometro". Le associazioni, ricordando come
l'inclusione delle spese veterinarie tra gli indici di ricchezza abbia
trovato il disappunto non solo degli animalisti e di numerosi cittadini
che convivono con cani e gatti, ma anche quella del mondo della politica
e della veterinaria, sottolineano come queste spese non possono e non
debbano essere specchio di agiatezza: gli animali, come riconosciuto dal
Trattato di Lisbona dell'Unione europea e dal codice deontologico dei
medici veterinari, "sono esseri senzienti, non beni di lusso e come tali
hanno il diritto alla tutela del loro benessere e della loro salute,
garanzie queste che devono essere assicurate tanto più in una fase così
delicata per l`economia di molte famiglie".
"Da non trascurare - affermano le associazioni -
anche come, molto spesso, chi vive con un cane o un gatto debba già
sostenere dei sacrifici per provvedere alle sue cure e per poter
affrontare le spese veterinarie". In Italia, i milioni di persone che
vivono con un animale domestico, sono già gravate da una misura
estremamente penalizzante: l'aliquota Iva più alta sulla salute degli
animali (dal 20 al 21%); e sui loro alimenti (dal 20 al 21%), aliquota
"che può essere foriera di rischio di abbandono e di rinuncia alla
proprietà come dimostrano i conferimenti in canile a causa delle
difficoltà economiche di tante famiglie, fenomeno quest`ultimo in
sensibile aumento". Le associazioni concordano su come in luogo di
utilizzare le spese veterinarie quali indici di ricchezza, sia
necessario invece introdurre importanti misure per il benessere animale e
il contrasto del randagismo quali l'aumento della soglia di
detraibilità delle spese veterinarie rendendola totale per chi adotta un
animale abbandonato e la riduzione dell`Iva sul cibo per animali e
sulle cure veterinarie al 10% per chi ha adottato animali o non li tiene
per scopo di lucro.
L`ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla ha
chiesto con un`interrogazione al ministro dell`Economia e delle
Finanze, che le spese veterinarie siano escluse dall`elenco delle voci
valorizzate nel nuovo redditometro. "Tutti condividiamo - premette
Brambilla - l`obiettivo della lotta all`evasione, ma in un Paese civile
lo Stato tende ad incoraggiare le spese dei cittadini che evitano la
ricaduta sulla collettività di costi sociali più importanti, come quelli
che ad esempio comporta la lotta al randagismo". "Quello commesso
dall'agenzia delle entrate - conclude - è dunque un grave errore sotto
il profilo culturale, sociale e metodologico, che deve essere subito
corretto".
08 marzo 2012
fonte Tiscali
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