venerdì 2 marzo 2012

Il denaro non è l'unica soluzione?

Che alternative ci sono al denaro? 
Le valute complementari e le monete locali sono strumenti di scambio con cui è possibile scambiare beni e servizi affiancando il denaro ufficiale (rispetto al quale sono complementari). Solitamente le valute complementari non hanno corso legale e sono accettate su base volontaria, per facilitare e favorire lo scambio di merci, la circolazione di beni e servizi all’interno di quella comunità.
 «Il denaro è un accordo all’interno di una comunità che accetta di utilizzare "qualcosa" come bene di scambio riconosciuto. »
Le valute complementari si collocano come “sistemi di accordo” all’interno di una comunità e vengono utilizzate proprio a questi fini. Esse promuovono la pianificazione a lungo termine, stimolando i partecipanti al circuito ad investire in attività produttive connesse, piuttosto che nell’accumulo di denaro ed incoraggiano gli scambi e la cooperazione con la propria rete locale o comunitaria.
Nel mondo e anche In Italia esistono diversi progetti attivi come lo Scec, Ecoroma, Palanca di Genova, e l'EuroSic, alcuni confluiti insieme ad altri nel sistema nazionale chiamato Arcipelago Scec. Un sistema che si sta diffondendo a livello mondiale è lo scambio di merci in compensazione con il quale le imprese che aderiscono a un circuito specializzato acquistano beni o servizi assumendo un debito che compensano successivamente con la vendita di beni e servizi propri: è il cosiddetto barter.
In Italia il sistema legalmente inattaccabile è quello di definirle dei buoni sconto, proprio come quelli usati dall'inattaccabile sistema della commercializzazione per fidelizzare i clienti. Ad esempio, le miglia accumulate dai viaggiatori aerei, i punti dei supermercati o delle stazioni di servizio, i buoni pasto, i punti raccolti con le ricariche telefoniche. in pratica si riceve una percentuale della somma in euro, volendo anche lo 0% ovvero il 100% di monete alternative e si dice che è una percentuale di sconto per cui si ritirano dei buoni sconto, le banconote della moneta alternativa appunto.
 
Come si fa ad avere queste monete locali / complementari? Dipende da come strutturate. in alcuni casi periodicamente ne vengono stampate un tot e poi distribuite gratuitamente (o pagando le spese di gestione e stampa) agli associati. Ci sono però dei modelli più virtuosi in cui un'associazione sociale o un comune mettono in circolazione queste monete e poi le distribuiscono a chi fa dei lavori per la comunità. ad esempio c'è da sistemare un bosco o un giardino pubblico, si deve portare il cibo agli anziani, servono volontari per scaricare il camion del gas. si chiede chi vuole partecipare e poi gli si danno queste monete. così si creano dei benefici per la comunità a costo zero e questi "volontari" hanno una retribuzione che poi possono spendere nelle propria comunità. è un ottimo modo per rilanciare l'economia locale. mettiamo il caso di un comune dove ci sia disoccupazione. si decide di fare una grossa opera pubblica pagando solo i materiali e dando i salari con queste monete che per il comune sono a costo zero, ma che poi possono essere spese nella propria comunità.

www.scecservice.org
E se non volessimo usare neanche il denaro?
C'E’ LA BANCA DEL TEMPO! 
La Banca del Tempo nasce come iniziativa atta a promuovere lo scambio di servizi e conoscenze tra gli iscritti, senza che ci sia alcuna remunerazione in denaro. L'unità di quantificazione è il tempo. Lo scopo è quello di privilegiare le relazioni umane, in un rapporto di parità di valore, reciprocità e di mutuo aiuto. Ognuno é libero di mettere a disposizione il numero di ore che desidera e che utilizzerà quando vuole, come vuole, nell'arco dell'anno.
Il servizio della Banca del Tempo si struttura come un dare e avere di tempo , regolato per mezzo di un "libretto degli assegni " (su cui si segnano le ore prestate e quelle ricevute) e di un estratto conto periodico gestito dalla Banca.
 L'unità di misura è unicamente il tempo, misurato in ore di sessanta minuti ed è uguale per tutti , indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza, dalla professione, dalle condizioni economiche, dalla nazionalità delle singole persone: un'ora di cucito equivale a un'ora di ripetizioni d'inglese, un'ora di giardinaggio è pari ad una d'informatica ecc.
- Come mi iscrivo? 
I moduli di iscrizione si trovano online, ad esempio per Sondrio al sito www.bancatemposondrio.it Per completare l’iscrizione è necessario tenere un breve colloquio con un rappresentante dello staff organizzativo e firmare di persona il regolamento.

- Che tipo di attività vengono scambiate nella Banca del Tempo? 
La lista di attività offerte è veramente estesa e in continua espansione. Si passa da piccoli lavori individuali manuali ad attività di tipo intellettuale con anche la possibilità di organizzare gruppi interessati al medesimo scambio.
 
- Ma se io non ho nulla da poter scambiare con te, come faccio ? 
La Banca del Tempo nasce come un circolo, una rete sociale, non si tratta di una baratto di tempo “io do a te, tu dai a me”. Le ore date/ricevute vengono conteggiate dalla banca: le mie ore in attivo mi danno la possibilità di chiedere qualsiasi attività, e non necessariamente questa deve essermi erogata dalla persona che ha ricevuto il mio servizio.

- Come vengono conteggiate le ore?
 Al momento dell’iscrizione (gratuita) agli iscritti viene consegnato un libretto degli assegni: servirà per “pagare” chi effettua il servizio. Questa persona depositerà l’assegno alla BDT, che terrà il bilancio delle ore in un “conto corrente” individuale.
Se poi si vuole andare oltre ci sono già persone che immaginano un mondo dove il sistema monetario non esiste, dove le persone si impegnano in progetti che li portano alla propria realizzazione personale, e gli ingenieri meccanizzano i lavori che nessuno vuole fare. Un mondo così è possibile, ci sono già sia le risorse che le conoscenze tecniche per realizzarlo... siamo noi che non riusciamo a concepirlo!




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