La campagna pubblicitaria lanciata dal Forum nucleare è ovunque.
Lo spot della partita a scacchi viene trasmesso in tv, è affisso sui
pannelli pubblicitari di strade e stazioni, sulle pagine dei
principali quotidiani e sui rispettivi siti web. E in radio.
È un esempio di raffinata manipolazione dell'informazione:
pannelli pubblicitari di strade e stazioni, sulle pagine dei
principali quotidiani e sui rispettivi siti web. E in radio.
È un esempio di raffinata manipolazione dell'informazione:
propinare falsità sotto un apparente tono equidistante.
Un'operazione finanziata per milioni di euro dalle aziende filonucleari.
Ma è davvero molto semplice svelare le bugie nucleari dello spot.
Scorie.
Scorie.
Secondo la voce pro nucleare le scorie prodotte sarebbero
poche, «una pedina a testa» e «si possono gestire in sicurezza».
Peccato che se si sommano le teste si ottengono tonnellate di scorie e
che in nessuna parte del mondo, dopo 60 anni e miliardi di dollari di
investimenti, sono riusciti a sviluppare una gestione in sicurezza
delle scorie.
Energie rinnovabili.
poche, «una pedina a testa» e «si possono gestire in sicurezza».
Peccato che se si sommano le teste si ottengono tonnellate di scorie e
che in nessuna parte del mondo, dopo 60 anni e miliardi di dollari di
investimenti, sono riusciti a sviluppare una gestione in sicurezza
delle scorie.
Energie rinnovabili.
La voce pro sostiene ancora che tra cinquant'anni, quando le fonti fossili
si saranno esaurite, le rinnovabili potrebbero non bastare.
Qui c'è una doppia bugia.
Primo, tra cinquant'anni anche l'uranio estraibile sarà agli sgoccioli.
Secondo, uno scenario energetico totalmente basato sulle rinnovabili è
possibile, come dimostrano analisi dell'Ue e di fonte industriale.
Non possiamo competere con gli investimenti pubblicitari di Forum
Nucleare & Co. per contrastare questo bombardamento mediatico nucleare.
Secondo, uno scenario energetico totalmente basato sulle rinnovabili è
possibile, come dimostrano analisi dell'Ue e di fonte industriale.
Non possiamo competere con gli investimenti pubblicitari di Forum
Nucleare & Co. per contrastare questo bombardamento mediatico nucleare.
L'indipendenza economica è uno dei valori fondamentali di Greenpeace.
Per far circolare la nostra informazione, possiamo puntare solo sulla tua partecipazione.
Leggi il blog, diffondilo tra tutti i tuoi contatti e pubblicalo sul tuo profilo Facebook.
Giuseppe OnufrioLeggi il blog, diffondilo tra tutti i tuoi contatti e pubblicalo sul tuo profilo Facebook.
Direttore esecutivo di Greenpeace
Greenpeace Italia
******************
Chi c'è dietro il nucleare (dowload pdf con tutte le informazioni - 3Mb)
Il nucleare non è solo la fonte di energia più controversa e pericolosa, ma è anche una delle più costose. Per ottenere i molti miliardi di euro necessari per costruire anche un solo reattore nucleare, le aziende elettriche sono costrette a dipendere fortemente dalle banche e dalle società finanziarie.Finora, molte delle informazioni relative ai finanziamenti delle banche nel settore nucleare non erano note. Mentre, infatti, le banche sono molto propense a fornire dati sugli investimenti in energie rinnovabili, preferiscono non rendere pubblici i miliardi di euro che versano all'industria nucleare.
NUCLEARE, FALSA SOLUZIONE
Greenpeace ha sempre combattuto contro l’energia nucleare perché pone rischi inaccettabili sia per l’ambiente che per la salute.
Il nucleare copre poco più del 2 per cento dei consumi globali di energia nel mondo, meno dell’idroelettrico. Raddoppiare la potenza nucleare oggi installata, oltre a aumentare i rischi di incidenti, le scorie e i rischi di proliferazione di armi nucleari, avrebbe un effetto molto limitato sulle emissioni globali, dell’ordine del 5%. E implicherebbe l’apertura di un nuovo reattore ogni due settimane da oggi al 2030.
A circa 60 anni dalla nascita della tecnologia nucleare civile non esiste una tecnologia nucleare intrinsecamente sicura, la gestione a lungo termine delle scorie nucleari non è stata risolta da nessun paese e non c’è una tecnologia che non possa essere utilizzata anche per produrre materiali per le bombe atomiche. E, infine, le riserve di Uranio estraibili a costi calcolabili, ai livelli attuali di consumo ce ne sono per 70-80 anni.
Nemmeno dal punto di vista economico il nucleare ha funzionato: i costi di generazione elettrica da nuovi impianti nucleari sono superiori a quelli delle altre fonti convenzionali e dell’eolico. E, proprio per i rischi anche finanziari di questa tecnologia, l’industria nucleare nei mercati liberalizzati è in crisi e cerca fondi pubblici, sia come incentivi che come fondi a tasso agevolato, come la presidenza Bush aveva introdotto negli USA.
E’ una tecnologia in declino e la proposta del governo italiano di ritornare al nucleare è un nonsenso economico e industriale, che serve solo a piccole ma potenti lobby.
Per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e combattere il riscaldamento globale bisogna puntare sulle alternative più sicure ed efficaci: fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Investire sul nucleare invece introduce altri rischi e assorbe molte risorse che vanno invece utilizzate per le fonti davvero pulite.
Fermiamo il nucleare, non serve all'Italia
04 Novembre 2010
Il nucleare costa troppo, non dà indipendenza energetica e, soprattutto, costituisce un grave rischio per l'ambientale e per la salute. Come ha sottolineato il nostro direttore esecutivo Giuseppe Onufrio aprendo il dibattito, non è vero che l'energia nucleare sia più conveniente delle altre fonti. Oltre a ricordare che l'uranio è una risorsa che entro qualche decennio sarà esaurita, Onufrio ha richiamato l'attenzione su un fatto accaduto negli Stati Uniti, ma che ci riguarda da vicino. Una delle aziende elettriche Usa, la Constellation Energy (socia di EDF nella società Unistar) ha ricevuto - e poi rifiutato - dal Governo federale un fondo di garanzia di 7,5 miliardi di dollari (a fronte di un prospetto di spesa che ammontava a 10 miliardi) per la costruzione di un reattore EPR.
Alla luce di questo dato qualcosa non torna nei conti fatti da Enel in Italia: come è possibile che la previsione di spesa dell'azienda italiana per la costruzione dello stesso tipo di reattore non arrivi nemmeno a 5 miliardi di dollari?
Il problema dei rischi sanitari è stato al centro del dibattito. Molti dei relatori hanno ribattuto alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal candidato alla presidenza dell'Agenzia per la Sicurezza nucleare, Umberto Veronesi, che pare sottostimare molto i rischi legati all'atomo. Giovanni Ghirga, dell'associazione Medici per l'ambiente si è soffermato su vari studi. Nella sua relazione, Ghirga ha citato il libro "Chernobyl: Consequences of the Catastrophe for People and the Environment" pubblicato quest'anno dalla New York Academy of Sciences, secondo cui circa un milione di persone sono morte a causa dell'incidente nella centrale del reattore ucraino. Il nucleare, infatti, continua a far sentire i suoi effetti a distanza di tempo dal momento del disastro e, più in generale, è nocivo anche quando non si verificano incidenti.
Ricerche condotte in Germania, Inghilterra e Francia dimostrano che le zone nelle immediate vicinanze di una centrale sono inquinate dalla radioattività, che causa malattie gravi tra la popolazione. Secondo uno studio governativo tedesco, realizzato dagli epidemiologi dell'Università di Magonza sui 16 impianti nucleari della Germania, i bambini che abitano a meno di 5 chilometri dai reattori subiscono un incremento del 76% del rischio di ammalarsi di leucemia rispetto ai coetanei che vivono a più di 50 chilometri.
Oggi il Governo vuole smantellare la volontà popolare attraverso provvedimenti che mirano al ritorno al nucleare nel nostro Paese. Le associazioni e organizzazioni del Comitato sono unite e compatte in un deciso rifiuto di adeguarsi a questa idea.
Fonte: http://www.greenpeace.org/italy/
Alla luce di questo dato qualcosa non torna nei conti fatti da Enel in Italia: come è possibile che la previsione di spesa dell'azienda italiana per la costruzione dello stesso tipo di reattore non arrivi nemmeno a 5 miliardi di dollari?
Il problema dei rischi sanitari è stato al centro del dibattito. Molti dei relatori hanno ribattuto alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal candidato alla presidenza dell'Agenzia per la Sicurezza nucleare, Umberto Veronesi, che pare sottostimare molto i rischi legati all'atomo. Giovanni Ghirga, dell'associazione Medici per l'ambiente si è soffermato su vari studi. Nella sua relazione, Ghirga ha citato il libro "Chernobyl: Consequences of the Catastrophe for People and the Environment" pubblicato quest'anno dalla New York Academy of Sciences, secondo cui circa un milione di persone sono morte a causa dell'incidente nella centrale del reattore ucraino. Il nucleare, infatti, continua a far sentire i suoi effetti a distanza di tempo dal momento del disastro e, più in generale, è nocivo anche quando non si verificano incidenti.
Ricerche condotte in Germania, Inghilterra e Francia dimostrano che le zone nelle immediate vicinanze di una centrale sono inquinate dalla radioattività, che causa malattie gravi tra la popolazione. Secondo uno studio governativo tedesco, realizzato dagli epidemiologi dell'Università di Magonza sui 16 impianti nucleari della Germania, i bambini che abitano a meno di 5 chilometri dai reattori subiscono un incremento del 76% del rischio di ammalarsi di leucemia rispetto ai coetanei che vivono a più di 50 chilometri.
Oggi il Governo vuole smantellare la volontà popolare attraverso provvedimenti che mirano al ritorno al nucleare nel nostro Paese. Le associazioni e organizzazioni del Comitato sono unite e compatte in un deciso rifiuto di adeguarsi a questa idea.
Fonte: http://www.greenpeace.org/italy/
Nessun commento:
Posta un commento